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Il Museo diocesano “Vito Ballatore” di Mazara del Vallo (TP) è un museo che raccoglie una significativa collezione di arte sacra: sculture, argenti e paramenti sacri di epoca compresa tra il XIV ed il XIX secolo e dipinti.
La sede vescovile di Mazara, fondata dai Normanni nel 1093, è una delle più antiche della Sicilia ed il suo Museo, connotato da una forte identità storico-artistica e religiosa, raccoglie testimonianze estremamente significative per la storia della città e del territorio. Al suo interno, infatti, trovano collocazione molte opere provenienti dalla città di Mazara, ma anche da importanti Chiese di altre cittadine della Diocesi.
Il Museo è nato nel 1993 per impulso del Vescovo Emanuele Catarinicchia, con il primo allestimento degli argenti curato da Maria Concetta Di Natale. Chiuso per diverso tempo, è stato rinnovato nel percorso espositivo e nella progettualità sul territorio a partire dal 2009, con il Vescovo Domenico Mogavero, sotto la nuova direzione di Francesca Paola Massara.
Il Museo ha sede all’interno del monumentale edificio settecentesco del Seminario, i cui portici e logge sono opera dell’architetto trapanese Giovanni Biagio Amico (1710). Il palazzo, nella sua forma attuale, è costituito da un nucleo più antico, a cui sono stati aggiunti, nel tempo, sviluppi e modifiche fino al secolo scorso.
L’edificio si trova nel cuore del centro storico-monumentale.
Il Museo, il cui ingresso principale è quello posto in Piazza della Repubblica, è ospitato nelle sale al piano terra dell’edificio alle quali si accede attraversando il porticato all’interno della struttura.
Sono presenti nel museo diverse opere attribuite a nomi noti come quello di Ignazio Marabitti (1719-1797), scultore molto attivo in tutta la Sicilia, soprattutto nelle Chiese e Collegi della Compagnia di Gesù. Di lui sono presenti un sant’Ignazio in estasi orante, proveniente dall’omonima chiesa, ed un Christus Dolens in raro alabastro carnicino, proveniente dalla Cattedrale della città. (wikipedia)